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19 gennaio 2012
MERCATO

Download illegali: chiusi Megaupload e Megavideo

Il giorno dopo le proteste anti-SOPA, il governo USA con un'operazione guidata dall'FBI ha cancellato da Internet i due siti, arrestandone i dirigenti

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Il comunicato ufficiale del Dipartimento di Giustizia parla di una mega cospirazione finalizzata all'associazione a delinquere per una violazione di massa del diritto d'autore. Stiamo parlando di Megaupload, uno dei maggiori "digital locker" su internet, ovvero quei siti che in teoria offrono la possibilità di "parcheggiare" file molto pesanti per permetterne l'archiviazione e la condivisione, ma che secondo le accuse finiscono per agevolare lo scambio e la circolazione illegale di contenuti protetti da diritto d'autore, come film, libri e musica. Un'operazione di polizia internazionale guidata dall'FBI ha portato al sequestro e chiusura dei server legati ai vari domini "Mega" (tra cui Megavideo.com), nonché all'arresto in Nuova Zelanda di sette persone tra cui il fondatore Kim Schmitz (meglio noto come Kim Dotcom). Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere, violazione su larga scala del diritto d'autore e riciclaggio. Megaupload avrebbe creato danni per mezzo miliardo di dollari e fruttato 175 milioni di dollari di guadagni illegali. Secondo le autorità, Megaupload avrebbe allestito un sistema che incentivava di fatto il caricamento da parte degli utenti di film e musica, premiando i contenuti più popolari e gli utenti che li caricavano, mentre l'assenza di un motore di ricerca aveva l'unico scopo di celare la reale entità dei contenuti ospitati dal servizio. Anche se l'ordinanza del Gran Jury è stata firmata il 5 gennaio, il via libera all'operazione è arrivato proprio il giorno dopo le grandi proteste in rete contro le leggi SOPA/PIPA, dimostrando tra l'altro come le autorità americane abbiano già sufficiente potere per intervenire contro siti come Megaupload. La mossa e la sua tempistica però hanno scatenato la risposta del gruppo di hacker Anonymous, che ha oscurato per qualche ora il sito del Dipartimento di Giustizia. Le autorità hanno sequestrato beni per un totale di 50 milioni di dollari, tra cui la collezione di auto di lusso di Kim Dotcom, ma gli arrestati rischiano molto: 20 anni di carcere per associazione a delinquere, più altri 20 anni per riciclaggio, senza contare le varie pene per la violazione del diritto d'autore.